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Il Cashmere: la fibra più amata tra quelle che la natura ci ha donato, morbida, calda, soffice, leggerissima e lucente, desiderata da tutti, costituisce l'ultimo autentico "status symbol". |
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Oggi che un pullover di cashmere è alla portata di tutti, sembra difficile pensare che fino a cinquant'anni fa questo filato era appannaggio di re e regine o dei monaci tibetani che da sempre utilizzano un capo in cashmere per proteggersi dal freddo durante la meditazione; infatti, tra le formule di rito per prepararsi alla preghiera c'è la frase "entra nel caldo".
Le Origini e la Prima Organizzazione Produttiva
Le origini e gli usi di questa fibra si perdono nei secoli e la realtà si confonde spesso con la leggenda; si sente spesso parlare di Sultani e Imperatori che venuti a conoscenza delle caratteristiche di questa fibra vollero possederla. La leggenda vuole che le origini più lontane risalgano al XV secolo, quando Il sultano del Kashmir, Zain-ul-Abidin, un discendente di Gengis Khan, chiamato "Akbar il Grande" per la sua opera di promotore delle arti, invitò a corte un tessitore originario del Turkestan perché producesse per lui scialli e tessuti in cashmere. |
Negli anni che seguirono la tessitura di manufatti in cashmere si sviluppò a tal punto da diventare la più importante attività della regione. Ancora oggi, nell'India settentrionale a Srinagar, capitale estiva del Kashmir, si trovano botteghe artigiane che realizzano manufatti prodotti con filato di cashmere: sono però sempre più rari i "Pashmina", scialli il cui nome deriva dal persiano "Pashm" (lana), termine usato nel continente indiano per indicare il cashmere.
La lavorazione dei "Pashmina" che avviene ancora oggi con i metodi antichi, sopravvive solo sulle montagne del Ladakh, territorio a cavallo tra India e Tibet |
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La lunga e laboriosa lavorazione impegna un intero gruppo familiare per tutto l'inverno ed è fatta interamente a mano; inizia con la selezione delle fibre fini da quelle più grossolane, per passare poi alla filatura e alla tessitura.
E' usanza che questi scialli vengano donati dallo sposo alla sposa il giorno delle nozze e la tradizione vuole che il "Pashmina" debba passare all'interno dell'anello nuziale. |
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